Ti fidi? No. Ti fidi? No. Ti fidi? No. Ti fidi? No. Ti fidi? No.
E perchè dovrei? E’ un mantra da ripetersi per imparare, eppure non ci si riesce mai.
C’era un tempo in cui favolette di vario genere ti raccontavano che le persone che ti vogliono bene sono quelle di cui fidarti. Insomma, è come Babbo Natale, la Befana o la manina di gomma dentro le patatine: cose naif con cui alimentare la fantasia.
Poi passa qualche anno, per alcuni di più per altri di meno, e ti rendi conto che la manina di gomma è una schifezza e se poi si appiccica al soffitto ci mette secoli a staccarsi e che Babbo Natale e la Befana sono due vecchi stronzi, probabilmente lui spaccia droga o fa il pappone con tutto quel giro di gnomi e gnome, mentre la Befana fa la squillo a domicilio.
Contestualmente ti accorgi che non c’è nessuno di cui fidarsi. NESSUNO.
Da quel punto in poi va meglio: insomma, forse sei un po’ più triste e disillusa, ma sai come regolarti, cosa aspettarti (ovvero nulla) e ti arrabatti per risolverti le tue questioni da sola.
Intanto la vita si complica e barattare il panino con burro e zucchero con la crostatina del mulino bianco al cioccolato, comincia a diventare un’impresa sempre più titanica, con variabili e modalità che si moltiplicano all’infinito.
Poi qualcuno piomba dalle tue parti e ti dice: “guardami, sono qui per te, sono buono, bello e affidabile. Riversa il tuo affetto su di me e in cambio avrai il mio”. La cosa ti fa temere molto, ma i canti di sirena dell’amore sono irresistibili. E cedi.
Dopo le prime tre o quattro cantonate impari che non è così che si fa e trovi una formula nuova di distacco-amatorio-funzionale, che permette di fare anche tanto la bella coppietta affiata, ma senza perdere l’aplomb del single a vita.
Ma l’amore quello “vero” è là in agguato e ti frega.
Ci caschi di nuovo, e tutti quegli anni di esercizio di scambio te li dimentichi, perchè la natura femminile è debole e vuole fondamentalmente poter abbandonarsi a qualcuno e contemporaneamente prendersene cura. Ti fidi. E quando viene il momento di aver bisogno e si è un po’ in difficoltà, come al solito, chi ti immagini ci sia, non c’è.
Come i My Bloody Valentine che ti sono piaciuti tanto, ma ti hanno distrutto un orecchio.
Ed è tutto qui. Non c’è null’altro.

1 comment
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Giugno 17, 2009 a 8:51 pm
Anonimo
Gli ultimi due post mi hanno fatto concentrare su alcune cose da un lato inedito.
Gli ultimi due post mi hanno fatto un pò male.