E sei finita di nuovo a consumare un quarto di serbatoio del motorino, di nuovo con l’iPod nella tasca e la musica sparata nelle orecchie e quel parruccone cotonato di Robert Smith che continua piú o meno a suggerire mieloso: ‘che me ne frega a me, andiamocene a letto’.
E invece a te, che sei un essere imperfetto e pieno di assurde percezioni e incontenibili presunzioni, purtroppo frega, e frega molto e sempre. La nuova consapevolezza degli ultimi giorni riguarda la capacità umana di operare scelte rinunciatarie. Ecco, tu in questo sei dis-umana. Dal tizio qualsiasi di cui si trovano tracce scritte qua e là in questo ameno virtual-luogo, hai imparato la teoria della ‘Starbene Inc’, e l’hai fatta tua. Ora, il problema è che come sempre hai un modo aberrante magari di far tue le cose, perciò la teoria della ‘Starbene Inc.’ nel tuo tentativo di perseguirne l’obiettivo, ha spesse volte l’effetto collaterale di farti star male. La ‘Starbene Inc’ ha una sola mission, vision e value proposition: star bene. Nel corso degli anni hai realizzato che la tua funzione riassuntiva della teoria della ‘Starbene Inc.’ potrebbe più o meno essere: (personechefannostarbene X tempiprolungati) – paranoie assortire/semplificazione = benessere. Insomma c’è poco da discutere, a te son le persone che fanno star bene (addirittura più delle scarpe). Ora, la questione reale si pone quando la variabile ‘personechefannostarbene’, diventa entropica. Questo riduce a un valore negativo il risultante benessere, e tu consumi litri di benzina correndo in motorino in giro per anoressiadabere. Lo fai perchè così riesci a pensarci solo per tre quarti, mentre la parte istintiva del cervello coordina occhi, mani e gambe nel tentativo di evitare di schiantarsi contro le macchine, e la musica ti invade tutta la scatola cranica. Dal momento che lo starbene deriva dalle persone, il corollario numero uno della teoria è: ‘bene si sta in due (o più)’. Quando dunque si verifica l’accadimento-obiettivo dello starbene, questo viene generato dall’interazione degli individui, almeno due, ed ambedue devono essere nella stessa condizione (chiaramente qui si parla di uno star bene di quelli ottimi, pieni, prolungati, privi di tensione se non al positivo, determina(n)ti e ricercatissimi). A questi momenti tu, come forse il 90% delle persone, sviluppi un’assuefazione immediata e crescente. La questione è che, diversamente dagli altri, tu sei ingorda e priva di pazienza, praticamente bulimica. La bulimia non è una buona cosa, e infatti alla fine non stai bene.
Vorresti veramente imparare a cibarti sanamente delle persone, il che presupporrebbe magari di essere anche in grado di gestire le cose con un minimo di razionalità e soprattutto con tempistiche normali. Ma insomma, la tua dimensione al momento è su uno scooter all’alba, mentre corri… corri.. corri… e non sai dove stai andando ma soprattutto da cosa stai scappando. Non credi proprio di essere capace di non correre.

Ma in fondo sei tu, non vedi cosa altro si potrebbe pretendere da te.

E’ ora di andarsene a dormire.