arriva il giorno del tuo compleanno. ovvio. ci avevi fatto sopra alcuni pensieri sull’inesorabile scorrere del tempo e il flagello della vecchiaia che si abbatte sul tuo inerme essere. – per la cronaca tu la vecchiaia non la sai concepire, è proprio che non è che non vedi i vecchi o li odi o altro, è che tu non sarai mai vecchia, non ci arrivi, è il tuo limite, non lo sai pensare. hai 32 anni. 32. e non li hai – e comunque, puntuale e immutabile come “nu presepe”, per citare l’amicotesoro che però lo usa per altro con una metafora tanto calzante quanto la sensazione del sesso inutile, noioso e malfatto, il compleanno è arrivato.
è arrivato in un contesto strano: dopo tre giorni di febbre a quaranta e tonsille putrefatte, un aspetto orribile, qualche chilo in meno grazie alla malattia, un paio di giorni di star bene senza domande e a zero programmaticità, dopo aver finito di leggere naif.super come promesso e dopo aver risentito del peso della solitudine del mondo perchè semplicemente non sei in grado fisicamente di vivere se non come un dolorante produttore di malsano sudore su un letto sfatto. hai un ottimo rapporto col dolore, entro certi limiti lo si controlla, è una questione mentale, questo è il tuo motto, ed effettivamente hai gran margini di controllo rispetto al dolore. fisico si intende, quello morale è questione vivacemente privata e mutevole. riesci ad avere ampi margini anche là, comunque, solo che stai cominciando a pensare che è ora di smettere di averli. semplicemente, smettere. ma questa è, come al solito, un’altra storia e un’altra divagazione.
i tre giorni di febbre a 40 hanno reso le tue sinapsi ancora più mobili, oltre ad averne seccata qualcuna probabilmente.
il compleanno dunque. ma soprattutto un compleanno con nessun aspettativa ( a parte che volevi andare a vedere la prima di batman perchè a) sei nerd dentro b) christian bale ti fa sesso da morire e c) è cattivo). ci son cose che si ripetono e lo sai, rituali classici di auguri. e alle volte sono ottime occasioni per parlare e riparlare e finalmente, senza dolore, perchè per quello, appunto, non c’è più margine.
e così ti ritrovi a spiegare e a leggere e a riflettere e a ribadire che internt è internet e non è la vita, o meglio è un pezzo della ed in alcuni casi una copia di, ma è un anche non un solo. ed è un punto di vista che si offre, non necessariamente un punto di vista esauriente del reale.
e così ti trovi a ribadire che l’unica cosa è chiamare le cose col proprio nome e dare significati non variabili ai lemmi, perchè nostri ha un significato e a volte nostri non è più possibile, perchè allora i problemi non sono più solo nostri ma anche di qualcun altro e forse bisognerebbe considerare anche questo. o considerare il fatto di dover considerare di pensare ancora in termini di nostri, che è un’altra accezione della questione che non ha però fondamento risolutivo.
e così ti trovi a sorridere a una scatola di ghiaccioli arrivata inaspettata, a dare indicazioni stradali seguendo una mappa via internet, a renderti conto che non hai un vaso per il fantastico mazzo di fiori che finisce nella bottiglia finita di coca-cola 0 (da cui ormai ammetti la dipendenza) e infine anche a chiederti come fanno gli esseri umani a passare da tutto a niente nell’arco di poche ore, tu che non riesci ad avere una disattenzione neppure progressiva praticamente per nessuna cosa o persona. decidi di aspettare con grazia l’arrivo dell’amicamicrocelebrity e dei regali, ha detto regali con la “i” che significa plurale e forse saprai perchè hai dovuto finire naif.super, oltre al fatto di portarti a considerare il tempo come una variabile relativa la cui funzione è l’uomo.

ti interroghi su rocambolesche vicende e su assetti di vita, su mancanze ormai fondanti e tentativi di inclusione abbandonati. pensi a chi è come te e a chi è come te ma differente e sei felice delle differenze. sei sempre più felice delle differenze, quasi quanto un tempo eri felice delle coincidenze, che ti facevano sentire accettata e al tuo posto, mentre oggi giosci della possibilità di differenze sulla base di coincidenze, il che da decisamente un godimento assoluto maggiore.
parli con l’amicoscrittorepostrocker e parlargli ti fa sentire bene. credi che non avrai bisogno di comprarti una palla o di andare a giocare a frisbee per sentirti zen, che a volte ti basta pigiare su dei tasti e andare via fluida.
ancora una volta i pezzi del puzzle son tanti, diversi, e soprattutto non combaciano e certi decisamente mancano. e allora che fai? decidi e decidi che terrai tutto insieme e come collante non ti incazzerai, non lotterai, non cercherai di cambiare le cose, non le forzerai, non chiederai, non pretenderai, non ti immolerai, non darai, non prenderai, come collante, sorriderai. sorriderai duro. sorriderai forte.
squilla il cellulare, è l’amicachenonrispondemaialtelefono, mancava solo lei. “ah! la tonsillite! quindi stai a casa stasera! bene ti richiamo così decidiamo della mia vita da qui a due anni, intanto vado a comprarmi un vestito fantastico”. “sì. chiamami. decidiamo”. sorridi. sorridi duro. sorridi forte. sorridi veramente. :)